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domenica 10 novembre 2013

Lettera aperta al dott. Macrì, che ha provato a dare una informazione disinteressata sugli OGM

Gent. dott. Macrì,
il Suo sforzo è sicuramente apprezzabile, poichè sono 20 anni che si parla di OGM in Italia e ancora, purtroppo, non ne siamo venuti fuori.


Mi dispiace, però, farle notare che il Suo documento contiene una serie di inesattezze, che non contribuiscono certo ad impostare una discussione serena e tranquilla sull'argomento, come Lei vorrebbe.
Sul Creso lasciamo perdere, anche se, a mio parere, questa si chiama disinformazione. Nella Sua presunta obiettività, non può far credere ai comuni cittadini che sono decine di anni che mangiamo OGM......non è vero! Purtroppo il frumento duro Creso non rientra nella fattispecie prevista dalla vigente legislazione. Se poi Lei è in grado di cambiare le leggi, tutti quanti saremo d'accordo nel definire il Creso un OGM.

Nel Suo documento, ci sono poi una serie di inesattezze, guarda caso tutte favorevoli all’introduzione degli OGM o, quantomeno, idonee a formare un'opinione favorevole agli OGM da parte del lettore:

- non è vero che la pianta è indenne agli insetti fitofagi, gli insetti dopo poche generazioni maturano una resistenza genetica alla tossina Bt;


- non è vero che un unico trattamento diserbante elimina le erbe infestanti. Negli USA, a causa della massiccia utilizzazione dello stesso diserbante le erbe infestanti hanno maturato una resistenza genetica al diserbante. C’è poi il problema delle piante coltivate che diventano infestanti. C’è poi il problema del passaggio del transgene alle parentali selvatiche;


- le piante che resistono nel tempo alla conservazione non esistono. Avevano fatto il pomodoro, ma l’hanno ritirato dal mercato perchè aveva un sapore metallico, in pratica faceva schifo;

- le piante OGM che resistono ad ambienti avversi (caldo, freddo, sale, ecc.), purtroppo, ancora non esistono. Ma Lei pensa che se esistessero non sarebbero adottate e ci sarebbero opinioni contrarie?

- le piante con più vitamine, tipo Golden Rice o pomodoro arricchito di vit. A, non esistono. Tenga poi presente che il pomodoro arricchito di vit. A, prodotto italiano, ha un minor contenuto di licopene…..è la solita coperta stretta. Poi sappiamo benissimo che, soprattutto nel caso di vitamine liposolubili, è dannosa per la salute sia una carenza di vitamine, sia un eccesso delle stesse;

- le piante OGM che non contengono allergeni ancora non esistono;

- le piante OGM che producono farmaci sono farmaci e non alimenti, non possiamo metterle nello stesso capitolo. Ma Lei crede che i contrari agli OGM alimentari siano contrari all’insulina transgenica? 

- ben vengano microrganismi che producono farmaci, ma non sono alimenti.

Dott. Macrì, mi consenta, un documento mediocre, che non contiene proposte condivisibili. Per esempio avesse scritto che gli OGM per essere accettati devono, ripeto devono, avere il transgene nei cloroplasti, che devono avere promotori inducibili e che non devono avere marcatori antibiotici……forse avrebbe dato un contributo all’adozione degli OGM.
Macrì, mi scusi, ma devo essere molto franco…..un documento che non apporta nulla alla discussione in atto e che, probabilmente, è destinato a quel 20% di consumatori che sono favorevoli agli OGM.

venerdì 8 novembre 2013

Il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e la libertà per ogni stato membro di non coltivare OGM

Il Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, ha commentato la richiesta inviata dalla Commissione di Bruxelles al Consiglio Europeo dei Ministri di avviare un nuovo dibattito sulla cosiddetta "proposta sulla coltivazione", sulla quale il Parlamento Europeo ha già espresso il proprio parere. La proposta consentirebbe agli Stati membri di limitare o di vietare la coltivazione di Ogm sul proprio territorio per motivi diversi dalla tutela contro i rischi per la salute e l'ambiente, come per esempio le specificità delle singole nazioni. Il Ministro ha affermato che "La proposta della Commissione europea di lasciare ai Paesi membri più autonomia sugli Ogm rafforza la posizione dell'Italia, contraria all'uso di prodotti transgenici nella sua agricoltura. Viene coronato un impegno che il ministero porta davanti da anni".
"L'Italia ha un'agricoltura fatta di qualità, di colture biologiche, di prodotti apprezzati nel mondo. Gli Ogm, invece, sono produzioni massive, commodity per l'agroindustria multinazionale, e non sono convenienti per la crescita della green economy, che aiuta le imprese italiane a intercettare la ripresa. Per questo motivo - ricorda Orlando - nelle scorse settimane ho scritto al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, per ricordarle il divieto italiano alla coltivazione del granturco geneticamente modificato e le sanzioni. Ma soprattutto è urgente che si muovano le Regioni - conclude il ministro - varando quelle 'regole di coesistenza' che difendano le produzioni tipiche nazionali, uno dei valori dell'Italia nel mondo, dai nuovi prodotti transgenici".
Al Ministro Orlando, persona seria ed onesta, è però necessario ricordare che la “libertà agli Stati membri di vietare la coltivazione degli OGM sul loro territorio è subordinata alla realizzazione di altre manovre, come per esempio l’etichettatura dei “derivati da OGM” (carne, latte, uova, ecc.), poiché, se così non fosse, la norma potrebbe risultare un “cavallo di Troia” per l’introduzione degli OGM nel nostro Paese.


Al Ministro Orlando occorre poi ricordare che anche la norma sulla coesistenza, se non attuata in modo serio e consapevole, può trasformarsi in un mezzo per agevolare l’ingresso degli OGM nel nostro Paese.