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domenica 28 giugno 2015

Papa Francesco e gli OGM 1/1

Chi scrive le seguenti considerazioni non può essere a favore degli OGM

34. Probabilmente ci turba venire a conoscen­za dell’estinzione di un mammifero o di un vola­tile, per la loro maggiore visibilità. Ma per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche i funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microorgani­smi. Alcune specie poco numerose, che di soli­to passano inosservate, giocano un ruolo critico fondamentale per stabilizzare l’equilibrio di un luogo. È vero che l’essere umano deve interveni­re quando un geosistema entra in uno stadio cri­tico, ma oggi il livello di intervento umano in una realtà così complessa come la natura è tale, che i costanti disastri causati dall’essere umano pro­vocano un suo nuovo intervento, in modo che l’attività umana diventa onnipresente, con tutti i rischi che questo comporta. Si viene a creare un circolo vizioso in cui l’intervento dell’essere umano per risolvere una difficoltà molte volte aggrava ulteriormente la situazione. Per esempio, molti uccelli e insetti che si estinguono a motivo dei pesticidi tossici creati dalla tecnologia, sono utili alla stessa agricoltura, e la loro scomparsa dovrà essere compensata con un altro interven­to tecnologico che probabilmente porterà nuovi effetti nocivi. Sono lodevoli e a volte ammirevoli gli sforzi di scienziati e tecnici che cercano di ri­solvere i problemi creati dall’essere umano. Ma osservando il mondo notiamo che questo livel­lo di intervento umano, spesso al servizio della finanza e del consumismo, in realtà fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia, mentre contempo­raneamente lo sviluppo della tecnologia e delle offerte di consumo continua ad avanzare senza limiti. In questo modo, sembra che ci illudiamo di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi.

martedì 18 novembre 2014

COLTIVARE E CUSTODIRE IL CREATO - PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 5 giugno 2013

  1. PAPA FRANCESCO
    UDIENZA GENERALE
    Piazza San Pietro
    Mercoledì, 5 giugno 2013

    Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
    Oggi vorrei soffermarmi sulla questione dell’ambiente, come ho avuto già modo di fare in diverse occasioni. Me lo suggerisce anche l’odierna Giornata Mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite, che lancia un forte richiamo alla necessità di eliminare gli sprechi e la distruzione di alimenti.
    Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero (cfr 2,15). E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? Il verbo “coltivare” mi richiama alla mente la cura che l’agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione! Coltivare e custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti. Benedetto XVI ha ricordato più volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la “custodiamo”, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama “il ritmo della storia di amore di Dio con l’uomo”. Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni.
    Ma il “coltivare e custodire” non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il creato, riguarda anche i rapporti umani. I Papi hanno parlato di ecologia umana, strettamente legata all’ecologia ambientale. Noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. La persona umana è in pericolo: questo è certo, la persona umana oggi è in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia. La Chiesa lo ha sottolineato più volte; e molti dicono: sì, è giusto, è vero… ma il sistema continua come prima, perché ciò che domina sono le dinamiche di un’economia e di una finanza carenti di etica. Quello che comanda oggi non è l'uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano. E Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. noi abbiamo questo compito! Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”. Se si rompe un computer è una tragedia, ma la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalità. Se una notte di inverno, qui vicino in via Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale. Non può essere così! Eppure queste cose entrano nella normalità: che alcune persone senza tetto muoiano di freddo per la strada non fa notizia. Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia. Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti.
    Questa “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti. La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora – come il nascituro –, o non serve più – come l’anziano. Questa cultura dello scarto ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione. Una volta i nostri nonni erano molto attenti a non gettare nulla del cibo avanzato. Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! Invito tutti a riflettere sul problema della perdita e dello spreco del cibo per individuare vie e modi che, affrontando seriamente tale problematica, siano veicolo di solidarietà e di condivisione con i più bisognosi.
    Pochi giorni fa, nella Festa del Corpus Domini, abbiamo letto il racconto del miracolo dei pani: Gesù dà da mangiare alla folla con cinque pani e due pesci. E la conclusione del brano è importante: «Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi avanzati: dodici ceste» (Lc 9,17). Gesù chiede ai discepoli che nulla vada perduto: niente scarti! E c’è questo fatto delle dodici ceste: perché dodici? Che cosa significa? Dodici è il numero delle tribù d’Israele, rappresenta simbolicamente tutto il popolo. E questo ci dice che quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri. Ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme.

    Vorrei allora che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro. Grazie.

martedì 12 agosto 2014

11 - Quando la neuroscienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo vuole parlare di OGM in agricoltura al Ministro Martina…….risposta n. 11 di 16

Gent. Neuroscienziata Elena Cattaneo,
lo so sono ripetitivo, ma anche Lei non scherza! Mi deve scusare se insisto ancora nel dirle che, in relazione al fatto che molto probabilmente non ha mai visto un campo coltivato, o, quantomeno, non ne conosce le problematiche, Le consiglierei di non farsi strumentalizzare su problematiche di carattere agricolo e di continuare a fare il suo lavoro. Mi creda, sarebbe un bene per tutti. Il campo coltivato, purtroppo, non è un laboratorio di chimica, ma è qualcosa di molto più complesso, dove le interazioni tra esseri viventi sono infinite. Occorre poi un approccio olistico al problema, senza dimenticare le interconnessioni che possono esserci tra biodiversità, tutela del territorio, economia, politica, etica, ecc. Purtroppo questo approccio olistico i suoi suggeritori non lo possiedono, per cui le fanno fare delle figure quantomeno discutibili.

DOMANDA N. 11 - Secondo Lei, tutela di più la biodiversità un campo di mais Bt o quel milione di ettari sui quali gli agricoltori sono costretti ad irrorare insetticidi perché non li si lascia liberi di fare gli imprenditori e coltivare mais Bt?


RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 11 di 16

Gent. Neuroscienziata Elena Cattaneo,  la Sua domanda n. 11 è ancora una volta ripetitiva e tautologica ed in parte abbiamo già risposto quando, scusi la ripetizione, abbiamo risposto alla domanda n. 10. Non è vero che gli agricoltori sono “costretti” a fare i trattamenti insetticidi contro la piralide, poiché se fanno le corrette pratiche colturali (rotazioni con frumento, erba medica, soia, sorgo, pomodoro, colza, ecc.) non c’è bisogno di trattare contro la piralide, il danno è irrisorio ed è economicamente minore del costo del trattamento. Dalle sperimentazioni messe in atto da Veneto Agricoltura, si evince che non c’è una gran differenza tra “mais convenzionale trattato con insetticidi” e “testimone non trattato” e che spesso non conviene fare trattamenti insetticidi contro la piralide……..è più il costo dell’entrata;


Anche per quanto attiene alla tutela della biodiversità, Le faccio osservare che  tutela maggiormente la biodiversità un campo convenzionale di mais nel quale vengono praticate le corrette rotazioni agronomiche, rispetto ad una monocoltura di mais, soprattutto se OGM, poiché il mais OGM è il presupposto indispensabile per la monocoltura. Se poi questo campo con agricoltura convenzionale è anche biologico, la biodiversità è ancor più tutelata. A dirlo, non sono io, ma la Società Italiana di Ecologia. In particolare, in un suo documento si legge a proposito degli OGM e delle biotecnologie:

“Biotecnologie: secondo taluni non si dovrebbero porre limitazioni alla ricerca biotecnologica che ha un ruolo fondamentale per alleviare i problemi dell'umanità.
Sotto il termine "biotecnologie" vengono in realtà indicati settori scientifici e tecnologici diversi: dallo sviluppo di nuovi farmaci (a volte, ma non sempre, basati sull'utilizzo dell'ingegneria genetica), alla clonazione di organi e organismi, all'introduzione di organismi geneticamente modificati per scopo agricolo o zootecnico. Ognuna di queste tecnologie pone problemi diversi dal punto di vista scientifico, etico e sociale e non si può quindi parlarne in maniera generica. Per quanto riguarda l'aspetto di maggiore impatto sull'ambiente, ovvero l'introduzione di organismi geneticamente modificati (OGM), vogliamo osservare che, se è vero che gli effetti sulla salute umana dell'ingestione di cibo proveniente da OGM sono stati grandemente esagerati da alcuni movimenti ambientalisti, è anche vero che alcuni scienziati hanno grandemente esagerato i benefici che possono derivare dall'utilizzo degli OGM per combattere la fame nel mondo e ne hanno minimizzato i pericoli per il mantenimento dell'ambiente naturale di cui l'uomo è parte. Va infatti ricordato che attualmente il 70% dell'area coltivata ad OGM è destinata a specie modificate per resistere all'azione degli erbicidi. L'aumento di produzione agricola dovuto a questi OGM è minimo, se non inesistente, l'unico cosiddetto "vantaggio" essendo la possibilità di utilizzare indiscriminatamente grandi quantità di erbicida senza danneggiare la specie coltivata. Ma gli OGM possono anche costituire un pericolo per il funzionamento degli ecosistemi, poichè la loro introduzione è del tutto analoga al rilascio di specie esotiche, una pratica che ha portato nel recente e lontano passato a qualche beneficio, ma anche a molti danni, di natura sia biologica che economica. L'introduzione di OGM ha già contribuito in alcuni casi al declino di specie e razze naturali e, se effettuata su larga scala, può contribuire a una drastica diminuzione della biodiversità dei nostri ecosistemi. Vogliamo ricordare con forza che a medio e lungo termine la salute dei nostri figli e dei nostri nipoti dipende dal mantenimento del funzionamento degli attuali sistemi naturali che forniscono gratuitamente non solo cibo, legname, fibre tessili, medicinali, ma anche servizi fondamentali per la nostra sopravvivenza quali la purificazione naturale di aria e acqua, il riciclo dei sali nutritivi, la stabilità dei versanti montagnosi, la protezione delle coste dall'erosione.”


Della problematica relativa alla diminuzione della biodiversità, ne ha parlato anche il prof. Raffaele Testolin, Direttore del Dipartimento Produzione Vegetale e Tecnologie Agrarie Università di Udine,  che non è sicuramente un “anti OGM”, in quanto firmatario della “lettera degli scienziati con la richiesta per liberalizzare la sperimentazione OGM”.  Si tratta sicuramente di una analisi obiettiva, che mette in luce ancora una volta la necessità di fare ricerca prima di introdurre piante OGM nel nostro Paese.



Bellissimo anche questo intervento ad una conferenza su “OGM e biodiversità”


Gent. Sen. Cattaneo, come vede ha iniziato a studiare il problema OGM, a mio parere faceva meglio a continuare a studiare  la malattia di Huntington, però non ha studiato queste considerazioni della Società Italiana di Ecologia e del prof. Testolin, ma è stata solo una dimenticanza ……………… la capisco, con tutto quello che ha da fare!

Vede, colui che Le ha suggerito questa domanda l’ha utilizzata per far credere alla gente comune che le piante OGM consentiranno di migliorare la biodiversità del campo coltivato, ma, come ha potuto vedere, non è vero! Dia retta a me …… non si fidi!


 Cara Neuroscienziata Elena Cattaneo, ancora una volta, come vede, non è tutto così semplice. E’ vero che il mais Bt potrebbe determinare una riduzione temporanea nell’utilizzazione di insetticidi e, quindi, un miglioramento temporaneo della biodiversità, ma è altrettanto vero che nel lungo periodo con le piante OGM si verrebbero a determinare situazioni dannose per la biodiversità…………..non lo dico io, lo dice la Società Italiana di Ecologia, nonché illustri professori.

domenica 13 luglio 2014

Società Italiana di Ecologia - Principio di precauzione

Scienza e ambiente 2002 – Società Italiana di Ecologia

- Principio di precauzione: secondo taluni esso viene ingiustamente invocato per ritardare il progresso scientifico e tecnologico.
Precisiamo che con principio di precauzione intendiamo questo: "quando ci si propone di introdurre nuove sostanze o nuove tecnologie nell'uso quotidiano bisogna partire dalla presunzione che esse possano avere un effetto nocivo sull'uomo; perciò, prima di commercializzarle e utilizzarle su larga scala, bisogna sottoporle ad un'analisi preventiva dei danni e dei benefici che possono procurare alla salute dell'uomo e dell'ambiente in cui l'uomo vive". Facciamo notare che il principio di precauzione è normalmente adottato per i nuovi farmaci: solo dopo lunghi anni di sperimentazione e di analisi dei possibili effetti negativi e dei comprovati benefici per la salute dell'uomo un nuovo farmaco può venire utilizzato e commercializzato. Simili precauzioni vengono ora adottate anche per i pesticidi. Non è razionale pensare che il principio di precauzione non debba valere anche per altre sostanze con cui l'uomo viene a contatto o che vengono immesse in natura. Finora è invece sostanzialmente invalso il principio opposto, ovvero si parte dalla presunzione che una sostanza non sia nociva e la si ritira dal commercio quando ne vengono comprovati i danni al di là di ogni dubbio. Gli esempi abbondano: basti citare l'esempio dei clorofluorocarburi, la cui immissione in atmosfera ha portato all'assottigliamento dello strato di ozono stratosferico fondamentale per la sopravvivenza degli organismi viventi. Dopo la seconda guerra mondiale sono stati sintetizzati milioni di nuove molecole, di cui alcune migliaia sono poi state commercializzate e quindi portate a contatto con vaste popolazioni di uomini, animali e piante. Solo una piccolissima percentuale di queste nuove sostanze è stata sottoposta ad analisi tossicologica. Pur senza indulgere a ingiustificati allarmismi, riteniamo del tutto corretto che questa prassi venga cambiata e resa simile a quella per i farmaci. Riteniamo inoltre che il principio di precauzione vada applicato anche agli OGM.

Il Consiglio Direttivo della Societa' Italiana di Ecologia
1) Amalia Virzo, Presidente, Professore di Ecologia, Università di Napoli Federico II
2) Marino Gatto, Vicepresidente, Professore di Ecologia Applicata, Politecnico di Milano
3) Ferdinando Boero, Segretario, Professore di Zoologia e Biologia Marina, Università di Lecce
4) Alberto Castelli, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Pisa
5) Almo Farina, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Urbino
6) Carlo Gaggi, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Siena
7) Silvana Galassi, Consigliere, Professore di Ecologia, Università dell'Insubria
8) Pier Francesco Ghetti, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Venezia
9) Pierluigi Viaroli, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Parma
10) Ireneo Ferrari, Professore di Ecologia, Università di Parma, ex Presidente della Società Italiana di Ecologia


Hanno sottoscritto:

11) Gian Carlo Albertelli, Professore di Biologia, Presidente dell'Associazione Italiana di Oceanografia e Limnologia
12) Carlo Blasi, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Presidente della Società Botanica Italiana
13) Massimo Capaccioli, Professore di Astronomia, Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Presidente della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti
14) Orazio Ciancio, Professore di Assestamento Forestale, Segretario Generale dell'Accademia di Scienze Forestali
15) Salvatore Fasulo, Professore di Citologia e Istologia, Presidente dell'Unione Zoologica Italiana
16) Gerardo Marotta, Presidente dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici
17) Giovanni Sburlino, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Presidente della Società Italiana di Fitosociologia
18) Giulio Relini, Professore di Ecologia Animale, Presidente della Società Italiana di Biologia Marina
19) Luciano Bullini, Professore di Ecologia, Accademico dei Lincei
20) Ernesto Capanna, Professore di Anatomia Comparata, Accademico dei Lincei
21) Gian Carlo Carrada, Professore di Biologia marina, Università di Napoli Federico II
22) Roberto Cenci, Institute for Environment and Sustainability, Joint Research Centre, Ispra
23) Gabriella Cundari, Professore di Politica dell'Ambiente, Università di Napoli Federico II, Consigliere della Regione Campania
24) Stefano Guerzoni, Primo Ricercatore, CNR, Istituto di Biologia del Mare, Venezia
25) Donato Marino, Dirigente, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
26) Paolo Menozzi, Professore di Ecologia, Università di Parma
27) Sandro Pignatti, Professore di Fondamenti di Valutazione di Impatto Ambientale, Accademico dei Lincei
28) Andrea Pugliese, Professore di Biomatematica, Universita' di Trento
29) Aristeo Renzoni, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Università di Siena
30) Sergio Rinaldi, Professore di Teoria dei Sistemi, Politecnico di Milano, Premio ITALGAS per le Scienze Ambientali
31) Andrea Rinaldo, Professore di Costruzioni Idrauliche e Marittime, Universita' di Padova
32) Remigio Rossi, Professore di Ecologia, Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Università di Ferrara
33) Renzo Rosso, Professore di Infrastrutture Idrauliche, Politecnico di Milano
34) Rodolfo Soncini Sessa, Professore di Modellistica e Gestione delle Risorse Naturali, Politecnico di Milano


Adesioni ricevute:

35) Anna Alfani, Professore di Ecologia, Università di Napoli Federico II
36) Paolo Boscato, Ricercatore di Archeozoologia, Università di Siena
37) Antonella Brozzetti, Professore di Diritto Bancario, Università di Siena
38) Giampiero Cai, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
39) Ilaria Corsi, Assegnista di Ecotossicologia, Università di Siena
40) Roberto Danovaro, Professore di Ecologia, Università di Ancona
41) Vincenzo De Dominicis, Professore di Botanica, Università di Siena
42) Giulio De Leo, Professore di Ecologia Applicata, Università di Parma
43) Anna Elisa Fano, Professore di Ecologia, Università di Ferrara
44) Lucia Falciai, Ricercatrice di Ecologia, Università di Siena
45) Silvia Ferrozzi, Assegnista di Ecotossicologia, Università di Siena
46) Paolo Gambassini, Professore di Ecologia Preistorica, Università di Siena
47) Folco Giusti, Professore di Zoologia, Università di Siena
48) Maria Grazia Mazzocchi, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
49) Stefano Loppi, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
50) Fausto Manes, Professore di Ecologia, Università di Roma La Sapienza
51) Giuseppe Manganelli, Professore di Zoogeografia, Università di Siena
52) Monica Modigh, Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
53) Emanuela Molinaroli, Ricercatore di Geologia Marina, Università di Venezia
54) Marina Montresor, Primo Ricercatore , Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
55) Massimo Nepi, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
56) Ettore Pacini, Professore di Botanica, Università di Siena
57) Maurizio Ribera d'Alcalà, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
58) Annamaria Ronchitelli, Professore di Paleontologia Umana, Università di Siena
59) Gianni Fulvio Russo, Professore di Ecologia, Università di Napoli Parthenope
60) Vincenzo Saggiomo, Dirigente, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
61) Adriana Zingone, Primo Ricercatore, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
62) Patrizia Torricelli, Professore Ordinario di Ecologia, Dipartimento di Scienze Ambientali, Università Ca' Foscari Venezia
63) Paolo Burlando, Professore di Idrologia e Gestione delle Risorse Idriche, Scuola Politecnica Federale di Zurigo, Svizzera
64) Francesco Montecchio Responsabile di Sezione Associazione Italiana per il WWF – Sezione di Este
65) Rino Cardone Giornalista Professionista, TG3 RAI Radio Televisione Italiana
66) Valerio Caramassi, Direttore di ECO SRL Marketing e Comunicazione Ambientale, Livorno
67) Andrea Nardini, ingegnere, esperto senior Ministero Ambiente, Servizio Sviluppo Sostenibile (Roma); socio fondatore del Centro Italiano Riqualificazione Fluviale (CIRF)
68) Riccardo Sedola, Direttore Tecnico Ufficio Ambiente, Comune di Maranello, Modena
69) Rosario Gatto, Docente, Min. Pubblica Istruzione
70) Daniele Fraternali, Ingegnere chimico, ex ricercatore di area ENEL, Ricercatore indipendente nel settore energia ed ambiente
71) Enzo Pranzini, Professore straordinario di Geografia fisica, Universtà degli Studi di Firenze
72) Maurizio Gioioisa, Naturalista - Resp. Ricerca, Museo Provinciale di Storia Naturale di Foggia
73) Adriana Galderisi, Ricercatrice CNR- Docente a contratto presso l'Università Federico II di Napoli,
74) Gianpaolo Salmoiraghi, Ricercatore confermato, Professore di Ecologia applicata e di Limnologia, Università di Bologna
75) Giannozzo Pucci, agricoltore, pubblicista, Membro Commissioni agricoltura biologica e agricoltura sostenibile del MIPAF, Associazione Fioretta Mazzei; Associazione La FierucolaOnl.
76) Luigi Guarrera, Direttore AMAB-Ass. Medit. Agricoltura Biologica, AMAB
77) Massimo Pandolfi, Docente e Ricercatore confermato, Università degli Studi di Urbino
78) Fabio Caporali, Professore Ordinario di Ecologia Agraria, Università della Tuscia
79) Anna Giovanetti, biologa, ricercatrice ENEA, CR Casaccia, Roma
80) Pasquale De Sole, Laboratorio di Chimica clinica - Policlinico Gemelli, Università Cattolica Sacro Cuore, Roma
81) Antonino Drago , Docente di Storia della Fisica, Università Federico II, membro del Com. Scient. del CIRB, Napoli
82) Elda Perlino, Primo Ricercatore CNR, IBBE- BARI
83) Franco Medici, Professore di Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata, Università di Roma "La Sapienza"
84) Elisabetta Morelli, Ricercatore presso l'Istituto di Biofisica, CNR PISA
85) Gioacchino Carella, Tecnico del CNR e Vice Sindaco di Capurso, Bari
86) Giovanni Cercignani, Ricercatore Confermato, Università degli Studi di Pisa.
87) Simonetta Corsolini, Ricercatore di Ecologia. Dip. Sc. Ambientali, Università di Siena
88) Silvia Olmastroni, Dottoranda in Scienze Polari, Dipartimento Scienze Ambientali, Siena
89) Stefano Mazzotti, Conservatore Zoologia, Museo di Storia Naturale, Ferrara
90) Daniele Vitalini, Primo Ricercatore, Istituto per la Chimica e la Tecnologia dei Materiali Polimerici, CNR, Catania
91) Monica Masti, Funzionario Amministrativo, Università di Siena
92) Antonio Finizio, Assegnista di Ricerca, Università di Milano Bicocca
93) Francesco Maria Senatore, Biologo Chiron Vaccines, Siena
94) Aldemaro Boscagli, Ricercatore, Dip. Scienze Ambientali, Università di Siena
95) Michele Gregorkiewitz, Professore Associato di Cristallografia, Dip. Scienze della Terra, Università di Siena
96) Alessandro Chiarucci, Ricercatore, Dip. Scienze Ambientali, Università di Siena
97) Elena Torricelli, Dottoranda in Ecologia, Dip. Scienze Ambientali, Università di Parma
98) Gilberto Gandolfi, Professore Ordinario di Biologia, Università di Parma
99) Cinzia Marchiani, Borsista Post-Dottorato, Università di Parma
100) Filippo Samperi, Ricercatore ICTMP (CNR)
101) Silvia Scozzafava, Master in Scienze Ambientali, University of Stirling, UK
102) Cecilia Robles, Dipartimento di Scienze Ambientali, UNiversità di Siena
103) Agostino Letardi, Ricercatore ENEA, Roma
104) Riccardo Basosi, Prof. Ordinario, Docente di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia. Dip. Di Chimica – Univ. Siena
105) Emilio Martines, Ricercatore, Istituto Gas Ionizzati del CNR, Padova
106) Carlo Nike Bianchi, Ricercatore ENEA, Centro Ricerche Ambiente Marino, Santa Teresa, La Spezia
107) Carla Morri, Ricercatrice di Ecologia, Università di Genova
108) Sebastiano Calvo, Dipartimento di Scienze Botaniche, Palermo
109) Matteo Orlandi, Presidente del Parco Fluviale Regionale dello Stirone
110) Roberto Imperiali, Presidente del Circolo Culturale Palazzo Cattaneo, CR
111) Loreto Rossi, Professore Ordinario di Ecologia, Università di Roma "La Sapienza"
112) David Pellegrni, I Ricercatore, ICRAM (Istituto Centrale di Ricerca Applicata al Mare) Roma
113) Giovanna Ranci Ortigosa, Dottore di ricerca in Ecologia, Assegnista di ricerca, Politecnico di Milano
114) Giancarlo Sbrilli, Biologo Dirigente, ARPAT Piombino (LI)
115) Paola Grasso, International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention (ICPS), Busto Garolfo (MI)
116) Daniel Franco, Prof. a contr. Ecologia del Paesagio, Università di Venezia; esperto senior Ministero Ambiente
117) Susanna Perlini, Direttore del Parco Regionale Oglio Sud, MN
118) Giacomo Santini, Ricercatore, Dipartimento Biologia Animale e Genetica,Università di Firenze
119) Gianumberto Caravello, Università di Padova
120) Riccardo Basosi, Università di Siena
121) Fabio Romani, Dott.in Scienze Ambientale, Ernst&Young S.p.A.– Divisione ambiente
122) Christian Melis, laureato in Scienze Ambientali
123) Tiziana Lettere, Architetto del Paesaggio, Firenze
124) Giuliana Guarino, Dottoranda di Ecotossicologia, Università di Siena
125) Claudio Malagoli, Prof. Associato di Estimo rurlae e pianificazione agricola, Università di Bologna
126) Gabriella Buffa, Professore Associato - Settore "Botanica ambientale ed applicata", Universita' "Ca' Foscari" di Venezia
127) Emanuela Molinaroli, Ricercatore, Dipartimento di Scienze Ambientali , Università di Venezia
128) Elena Battaglini, Ricercatore Senior ; Responsabile Area di Ricerca Ambiente, Territorio e Sicurezza; IRES (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) Roma
129) Gianni Tamino, Docente di Biologia e di Fondamenti di Diritto ambientale, Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova
130) Enrico Crepaldi, Professore di Telecomunicazioni Istituto Tecnico Industriale Statale "G. Galilei" Adria (RO)
131) Pietro Piussi, Ordinario di Selvicoltura generale, Facoltà di Agraria, Università degli studi di Firenze
Vittorio Parisi, Docente di Zoologia, Università di Parma
132) Sergio Rozzi, Responsabile Servizio Tecnico Urbanistico, Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e presidente dell'Associazione IL SALVIANO-Pro Natura Marsica
133) Roberto Pinton, Consulente aziendale agroalimentare, giornalista, Greenplanet Natural Network International Federation of Organc Agriculture Movements, Padova
134) Gigliola Puppi, Dipartimento di Biologia Vegetale, Università "La Sapienza"
135) Alessandro Carletti, Dottorando in Ecologia, Università degli studi di Parma
136) Raffaello Giannini, Professore di Genetica, Università di Firenze
137) Matteo Badiali, Rappresentante degli studenti CdL Scienze Ambientali - Ravoologia, Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo, Università di Roma La Sapienza,
138) Ettore Pacini, Professore di Botanica, Università di Siena
139) Maurizio Ribera d' Alcalà, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica. Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
140) Annamaria Ronchitclli, Professore di Paleontologia Umana, Università di Siena
141) Gianni Fulvio Russo, Professore di Ecologia, Università di Napoli Parthenope
142) Vincenzo Saggiomo, Dirigente, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
143) Adriana Zingone. Primo Ricercatore, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
144) Liliana Mammino, Associated Professor of Applied Chemistry, University of Venda, South Africa
145) Maurizio Fraissinet, Dirigente di Staff della Presidenza della Regione Campania per il coordinamento delle Aree Protette
146) Marzia Cristiana Rosi, Ricercatore Università di Firenze
147) Mirco Federici, Dottorando in Scienze Chimiche XVI ciclo
148) Annarita Leva, Ricercatore CNR Istituto Propagazione Specie Legnose, Firenze
149) Valerio Sbordoni, Professore di Zoologia; Coordinatore dell'Osservatorio sulla Biodiversità delle Aree Protette del Lazio (Agenzia Regionale Parchi/Università del Lazio), Università di Roma "Tor Vergata"
150) Bruno Sabelli, Professore di Zoologia, Università di Bologna
151) Laura Mancini, ricercatrice, responsabile di programmi di ricerca ed attività istituzionali. Istituto Superiore di Sanità, Roma
152) Francesca Cellina, Dottoranda in Ecologia, Università di Parma
153) Ferdinando Porciani, Docente Corso D.U.I., Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Firenze
154) Giorgio Vacchiano, Studente di Scienze Forestali Ambientali, Università di Torino
155) Raffaele D'Adamo, Ricercatore, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi Costieri, Lesina (FG)
156) Armando Gariboldi, Naturalista libero professionista, già Direttore Generale della LIPU
157) Angelo Fierro, Cattedra di Ecologia, Dipartimento di Biologia Vegetale, Università Federico II, Napoli
158) Emilio Padoa Schioppa, Dottorando - Scienze Naturalistiche e Ambientali XV° Ciclo. Università di Milano-Bicocca
159) Giuseppe Zerbi, Professore ordinario di Ecologia Agraria, Università di Udine
160) Carlo Galli, Avvocato- Vicepresidente W.W.F. ITALIA, Lecco
161) Longino Contoli, ex Primo Ricercatore e Docente, CNR, Roma
162) Dario Occhi Villavecchia, Ingeniere Libero Professionista, Asti
163) Giuseppe Sansoni, Resp. U.O. Tutela Risorsa Idrica, ARPAT, Dip. di Massa Carrara
164) Beti Piotto, Ricercatrice all'Agenzia Nazionale Protezione dell'Ambiente, ROMA
165) Leonardo Nieri, Tecnico Amministrativo - Uff. Ambiente -Inquinamento Atmosferico, Amministrazione Provinciale di Pisa
166) Franco Paolinelli, Presidente Associazione Silvicultura Agrocultura Paesaggio, Roma
167) Fausta Setti, Ricercatore, Dip.di Biologia, Università di Milano
168) Nelli Luca, Servizio Prevenzione e Protezione, Chiron S.p.a. Siena
169) Giovanna Tornello, Docente di Scienze, Palermo
170) Mario Castorina, Dirigente di Ricerca, ENEA, Roma
171) Giovanni Dimitri, Presidente Associazione Italiana delle Scienze Ambientali, Parma
172) Angelo Parrello, Segretario Generale Commissione Intermediterranea, (organizzazione europea che associa tutte le Regioni del Mediterraneo), Livorrno
173) Edo Ronchi, Presidente Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, (ISSI)
174) Stefano Semenzato, Vicepresidente Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, (ISSI)
175) Pasquale Ventrella, Biologo- Membro Commissione Conservazione Societas Herpetologica Italica, Foggia
176) Maria Antonietta La Torre, Docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio. Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa - Napoli
177) Franco Paolinelli, Presidente Associazione S.A.P. Silvicultura Agrocultura Paesaggio, Roma
178) Federico Ferrario, Laureando in Economia Politica, Università Commerciale Luigi Bocconi - Milano
179) Marcello Vitale, Ricercatore Confermato SSD Ecologia, Dipartimento di Biologia Vegetale, Univ. "La Sapienza"- Roma
180) Riccardo Santolini, Ricercatore, Docente di Ecologia, Univ. Urbino e Univ. Bologna
181) Antonio Di Sabatino, Ricercatore, Docente di Ecologia delle acque interne, Università di L'Aquila
182) Giovanni Staiano, Biologo, ANPA - Agenzia Nazionale Protezione Ambiente, Roma
183) Giuseppe Bogliani, Professore Associato di Zoologia, Università di Pavia
184) Marco Gustin, Responsabile specie e caccia, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), Parma
185) Irene Montanari, Biologa, Bologna
186) Claudio Carere, Ricercatore, Dept Animal BehaviourUniversity of Groningen, NL
187) Caterina Morosi, Dottorando di ricerca in Pianificazione forestale, Università degli Studi di Firenze
188) Carlo Rondinini, Dottorando in Biologia Animale, Università di Roma La Sapienza
189) Johannes Pignatti, Professore associato in Paleontologia e Paleoecologia, Università di Roma "La Sapienza"
190) Mariella Morbidelli, Insegnante di Scienze,MIUR, Perugia
191) Luciana Carotenuto, Dottore di Ricerca in Geobotanica, Università di Camerino
192) Pietro Politi, specialista in gestione dell'ambiente naturale e delle aree protette, Università di Camerino
193) Giovanni Piva, Ufficio educazione ambientale, Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
194) Gisella Monterosso, Specialista in gestione ambiente naturale ed aree protette, Università di Camerino
195) Franco Moccia, Geologo, Bari
196) Giovanni Monastra, Biologo ricercatore - Coordinatore Scientifico, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), Roma.
197) Luciano Carotenuto, P. O. - titolare corso Analisi dei Sistemi , Facoltà di Ingegneria - Università della Calabria
198) Attilio Arillo, Professore. di Zoologia e di Meccanismi evolutivi, Università di Genova.
199) Ezio Marzella, Ferroviere, Ferrovie dello Stato - Rete Ferroviaria Italiana
200) Laura De Riso, collaboratore tecnico, Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano - Ufficio Conservazione Natura
201) Davide Geneletti, Professore a contratto di Metodi di Valutazione Ambientale, Università degli Studi di Trento
202) Gretel Frangipane, Dottoranda Dip. Scienze Ambientali - Univesità Ca' Foscari di Venezia.
203) Maria Appiani, Architetto, Dip. di Pianificazione territoriale, Università della Calabria
204) Carlo Maurizio Modonesi, Biologo, Professore a contratto, Museo di Storia Naturale, Università di Parma
205) Vito Marino, guardia ecozoofila, A.N.P.A.N.A. Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, Roma