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giovedì 12 marzo 2015

Anche negli USA si sono accorti che gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt

Anche negli USA si sono accorti che gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt

Cresce la resistenza dei parassiti alle sementi Ogm e, con essa, i dubbi sulle virtù miracolose dei prodotti transgenici. Il caso è al centro di un articolo apparso su un quotidiano statunitense, secondo il quale anche nella nazione che più ha spinto sulle coltivazioni geneticamente modificate ci si sta rendendo conto che gli insetti hanno sviluppato una resistenza alle sementi ammazza-parassiti. 

http://www.wsj.com/articles/limits-sought-on-gmo-corn-as-pest-resistance-grows-1425587078



domenica 19 ottobre 2014

Negli USA la Diabrotica del mais ha maturato resistenza genetica alla tossina prodotta dal mais Bt

Coltivazioni OGM per produrre tossine insetticide derivate dal batterio Bacillus thuringiensis (Bt) sono piantati su milioni di ettari l'anno, riducendo l'uso di insetticidi convenzionali e sopprimendo parassiti. Tuttavia, l'evoluzione della resistenza degli insetti potrebbe ridurre questi benefici. Un parassita primario del mais Bt negli Stati Uniti è la diabrotica del mais, Diabrotica virgifera (Coleoptera: Chrysomelidae).

Si segnala che i campi individuati dagli agricoltori come aventi gravi lesioni da diabrotica del mais Bt contenevano popolazioni di diabrotica del mais che mostravano la sopravvivenza significativamente più alta. Le interviste con gli agricoltori hanno indicato che il mais Cry3Bb1 era stato coltivato in quei campi per almeno tre anni consecutivi. C'era una correlazione positiva significativa tra il numero di anni Cry3Bb1 granoturco era stato coltivato in un campo e la sopravvivenza delle popolazioni alla diabrotica su mais Cry3Bb1 nei biotest.

Questo è il primo rapporto di resistenza di campo-evoluto per una tossina Bt dalla diabrotica del mais e da qualsiasi specie di Coleotteri. Piantagione insufficiente di rifugi e di successione non recessiva della resistenza può aver contribuito alla costituzione della resistenza. Questi risultati suggeriscono che i miglioramenti nella gestione della resistenza e un approccio più integrato per l'utilizzo di colture Bt possono essere necessari per evitare la comparsa di soggetti di diabrotica resistenti.

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0022629o

giovedì 7 agosto 2014

Contro le piante OGM Bt gli insetti maturano una resistenza genetica

La semina diffusa di colture geneticamente modificate (OGM) che producono al loro interno tossine insetticide derivanti dal batterio Bacillus thuringiensis (Bt), determina  una forte pressione selettiva sulle popolazioni di parassiti, che evolve in una vera e propria resistenza genetica, dando così origine a progenie di insetti resistenti, molto difficili da controllare, sia per l’agricoltura convenzionale, sia, soprattutto, per l’agricoltura biologica. Tale evoluzione è facilitata dal fatto che i promotori che vengono utilizzati nella trasformazione sono di tipo “costitutivo” e non “inducibile”. Qual è la differenza? La differenza è dovuta al fatto che il promotore, come risaputo, funziona come un interruttore (quando è “acceso” il transgene produce la proteina, quando è “spento” non la produce). In particolare, il “promotore costitutivo” è un interruttore sempre acceso …….. il transgene produce continuamente la proteina insetticida a prescindere dal fatto che vi sia o meno un attacco dell’insetto fitofago.

A differenza dei “promotori costitutivi”, i “promotori inducibili” attivano la produzione della proteina insetticida solo nel caso in cui vi sia un attacco dell’insetto, per esempio in presenza della saliva dell’insetto. Inutile sottolineare che mentre il primo tipo di promotore determina una forte pressione selettiva nei confronti degli insetti fitofagi, per cui ben presto essi maturano una resistenza genetica alla proteina, al contrario i “promotori inducibili” non determinano forti pressioni selettive nei confronti degli insetti, per cui la resistenza genetica dell’insetto si determina in tempi molto più lunghi.   

       La diabrotica è un parassita molto dannoso per il mais e negli USA si cerca di proteggere le coltivazioni attraverso la semina di mais OGM Bt. Nel corso del 2009 e del 2010, sono stati identificati in Iowa campi coltivati a mais in cui la diabrotica del mais ha determinato gravi lesioni alle piante, nonostante esse producessero  la tossina Bt Cry3Bb1. Biotest successivi hanno rivelato che popolazioni di diabrotica hanno sviluppato una resistenza genetica nei confronti della tossina Cry3Bb1. 
Questi primi casi di resistenza della diabrotica del mais, evidenziano che nel lungo periodo l’introduzione di piante OGM Bt non serve a risolvere il problema degli insetti fitofagi, soprattutto nel caso in cui nella trasformazione siano stati utilizzati “promotori costitutivi”.


La previsione di questa evoluzione, ovvero la possibilità che col tempo gli insetti avrebbero messo in atto strategie di difesa, era stata fatta anche da alcuni scienziati italiani, veri scienziati, favorevoli all’introduzione degli OGM nel nostro Paese. In particolare, il prof. Scarascia Mugnozza in una sua pubblicazione ha affermato che:

”Limitazioni all’impiego di resistenze genetiche derivano dalle continue modificazioni cui va incontro il patogeno che, come già riportato, sviluppando nuovi geni di virulenza, è in grado di superare rapidamente le resistenze presenti nell’ospite.”, Scarascia Mugnozza – Potenzialità del miglioramento genetico in piante ed animali – Accademia Nazionale di Agricoltura e CNR – Bologna, 2001

Anche il prof. Francesco Sala si è occupato di questa problematica e, molto obiettivamente, aveva posto il problema relativo all’utilizzazione di promotori costitutivi nella creazione di piante OGM. In una sua pubblicazione si può leggere che:
“Le piante GM oggi coltivate hanno transgeni con promotori costitutivi. Per esempio è costitutivo il promotore 35S del mais Bt. Ciò permette di esprimere il gene con alta efficienza, ma questo a volte non è raccomandabile. Nel caso del mais Bt stesso, la produzione continua della tossina Bt potrebbe determinare la scomparsa dell’insetto bersaglio, con conseguenze per la biodiversità, oppure potrebbe favorire la selezione di insetti resistenti.”, Francesco Sala – Biotecnologie vegetali: tra rifiuto e accettazione, LE SCIENZE, n. 386, ottobre 2.000 

Pertanto, in conclusione, le piante OGM oggi disponibili per la coltivazione sono frutto di una tecnologia vecchia, una tecnologia ormai superata.

A questo punto la domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: “è giusto introdurre una tecnologia discutibile, frutto di una innovazione tecnologica ormai superata, che può avere degli effetti ambientali di una certa gravità?”

mercoledì 19 marzo 2014

La diabrotica sviluppa resistenze genetiche nei confronti del mais Bt

La semina diffusa di colture geneticamente modificate (OGM) che producono al loro interno tossine insetticide derivanti dal batterio Bacillus thuringiensis (Bt), determina  una forte pressione selettiva sulle popolazioni di parassiti, che evolve in una vera e propria resistenza genetica, dando così origine a progenie di insetti resistenti, molto difficili da controllare.

La diabrotica è un parassita molto dannoso per il mais e negli USA si cerca di proteggere le coltivazioni attraverso la semina di mais OGM Bt. Nel corso del 2009 e del 2010, sono stati identificati in Iowa campi coltivati a mais in cui la diabrotica del mais ha determinato gravi lesioni alle piante, nonostante esse producessero  la tossina Bt Cry3Bb1. Biotest successivi hanno rivelato che popolazioni di diabrotica hanno sviluppato una resistenza genetica nei confronti della tossina Cry3Bb1. 
Questi primi casi di resistenza della diabrotica del mais, evidenziano che nel lungo periodo l’introduzione di piante OGM Bt non serve a risolvere il problema degli insetti fitofagi.


La previsione di questa evoluzione, ovvero la possibilità che col tempo gli insetti avrebbero messo in atto strategie di difesa, era stata fatta anche da alcuni scienziati, veri scienziati, favorevoli all’introduzione degli OGM nel nostro Paese. In particolare, il prof. Scarascia Mugnozza ha affermato che:

”Limitazioni all’impiego di resistenze genetiche derivano dalle continue modificazioni cui va incontro il patogeno che, come già riportato, sviluppando nuovi geni di virulenza, è in grado di superare rapidamente le resistenze presenti nell’ospite.”, Scarascia Mugnozza – Potenzialità del miglioramento genetico in piante ed animali – Accademia Nazionale di Agricoltura e CNR – Bologna, 2001

Anche il prof. Francesco Sala si è occupato di questa problematica:

“Le piante GM oggi coltivate hanno transgeni con promotori costitutivi. Per esempio è costitutivo il promotore 35S del mais Bt. Ciò permette di esprimere il gene con alta efficienza, ma questo a volte non è raccomandabile. Nel caso del mais Bt stesso, la produzione continua della tossina Bt potrebbe determinare la scomparsa dell’insetto bersaglio, con conseguenze per la biodiversità, oppure potrebbe favorire la selezione di insetti resistenti.”, Francesco Sala – Biotecnologie vegetali: tra rifiuto e accettazione, LE SCIENZE, n. 386, ottobre 2.000 

lunedì 5 agosto 2013

Il mais Bt da solo non risolve il problema degli insetti fitofagi


Purtroppo è la verità, il mais Bt da solo non serve a risolvere il problema degli insetti fitofagi, in quanto:

- gli insetti bersaglio maturano una resistenza genetica

- altri insetti fitofagi prendono il posto della piralide

- l’uso delle “Aree Rifugio” in Italia con aziende di 7-8 ettari è inattuabile….o quasi (è ovvio che qualche grande azienda lo potrebbe fare).


http://www.sciencemag.org/content/327/5972/1439.summary

http://www.nature.com/scitable/knowledge/library/use-and-impact-of-bt-maize-46975413