E' necessario che gli alimenti siano esclusi dalle competenze
dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio, poiché non è accettabile che con
il “libero scambio” le politiche alimentari di un Paese siano condizionate dai
comportamenti e dalle scelte agroalimentari di altri Paesi;
Lo scopo del Blog è quello di evidenziare le principali problematiche connesse all'adozione di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) in agricoltura......e altro ancora. Per un'agricoltura sostenibile.
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domenica 3 maggio 2015
mercoledì 22 aprile 2015
Appunto n. 3 per la carta di Milano Expo - Pacchetto di revisione del processo decisionale per l’autorizzazione degli OGM sia come alimenti, sia come mangimi.
La Commissione europea ha
adottato in data odierna un Pacchetto di revisione del processo decisionale per
l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (OGM) sia come
alimenti, sia come mangimi.
Questa revisione deriva dagli
orientamenti politici presentati al Parlamento europeo nel luglio 2014, in base
ai quali la Commissione è stata eletta, e conferma l'esigenza di cambiamenti
che riflettano le opinioni del pubblico e consentano ai governi nazionali di
avere più voce in merito all'uso di OGM autorizzati a livello dell'UE destinati
all'alimentazione umana (alimenti) o animale (mangimi). L’Esecutivo dell’Ue
propone pertanto di modificare la legislazione in vigore al fine di conferire
agli Stati membri maggiore libertà di limitare o proibire l'uso di OGM
autorizzati a livello dell'UE negli alimenti o nei mangimi nel loro territorio.
Secondo quanto riportato nel
comunicato stampa della Commissione europea, il nuovo approccio proposto è
volto a raggiungere il giusto equilibrio tra il mantenimento del sistema di
autorizzazione dell'UE e la libertà di decisione degli Stati membri riguardo
all'uso degli OGM nel loro territorio. Data l'importanza cruciale di mantenere
un sistema unico di gestione del rischio al fine di garantire lo stesso livello
di protezione in tutta l'UE, non è modificato l'attuale sistema di
autorizzazione e non sono modificate le norme in materia di etichettatura che
garantiscono la libertà di scelta per il consumatore. La novità consiste nel
fatto che, una volta che un OGM è stato autorizzato per l'uso in Europa come
alimento o come mangime, gli Stati membri avranno la possibilità di decidere se
consentire o no che un determinato OGM venga usato nella loro catena alimentare
(misure di opt-out).
Gli Stati membri dovranno
giustificare la compatibilità delle loro misure di opt-out con la legislazione
dell'UE, compresi i principi che disciplinano il mercato interno, e con gli
obblighi internazionali dell'UE, di cui sono parte integrante gli obblighi
assunti dall'UE nell'ambito dell'OMC. Le misure di opt-out dovranno inoltre
essere fondate su motivi legittimi diversi da quelli valutati a livello dell'UE
(rischi per la salute umana o animale o per l'ambiente).
Questa proposta, insieme a quella
che consente agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione degli OGM,
è un “Cavallo di Troia”, che consentirà in pochi anni di aprire le porte ai
prodotti transgenici, in quanto, sarà vietata l’importazione di mangimi OGM, ma
non sarà vietata l’importazione della carne, delle uova, del latte, ecc.
ottenuti all’estero dall’utilizzazione di mangimi OGM e che saranno venduti nel
nostro Paese confondendoli con quelli prodotti da noi “OGM free”. Ecco allora che in questa situazione di “concorrenza
sleale” i nostri allevatori saranno svantaggiati e ben presto si lamenteranno
chiedendo anche loro di poter utilizzare gli OGM per l’alimentazione animale.
Se si vuole veramente che questa norma abbia la sua efficacia è necessario
intervenire sull’etichettatura dei derivati da mangimi OGM (carne, latte, uova,
ecc.), al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole.
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martedì 21 aprile 2015
Appunto n. 2 per la Carta di Milano Expo - Serve un agronomo/veterinario di campagna che segua le aziende agricole
In un futuro ormai prossimo,
occorrerà operare una produzione di cibo locale e sostanzialmente naturale,
attenta al mantenimento della fertilità dei suoli (rotazioni, concimi organici,
ecc.) e al consumo di risorse non rinnovabili, senza quelle forzature imposte
dal mercato (primizie, colorazione dei frutti, assenza di difetti
estetici, ecc.). In un contesto di questo tipo, in cui l’”asimmetria
informativa” la farà da padrone sul mercato, fondamentale per la Gastronomia
del futuro sarà la certificazione del processo produttivo mediante l’adozione di
specifici “disciplinari di produzione” e specifica etichettatura,
al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole. Più in generale,
dovranno essere riviste le norme in merito all’utilizzazione “ad libitum” di
fertilizzanti, di fitofarmaci, di medicinali e/o di altri presidi sanitari, che
tanto hanno contribuito a modificare l’assetto produttivo e ambientale del
territorio agricolo. In particolare, proprio al fine di ottenere la massima efficienza
nell’utilizzazione di mezzi tecnici che possono avere un certo impatto ambientale,
si auspica l’introduzione dell’agronomo/veterinario di campagna e il contingentamento
dei mezzi chimici impiegabili in agricoltura, poiché non è ipotizzabile che noi
affidiamo il pagamento delle nostre tasse ad un ragioniere o ad un
commercialista e, nello stesso tempo, affidiamo a chiunque la produzione del
nostro cibo, senza alcuna preoccupazione sulla sua professionalità, sulle
tecniche produttive utilizzate, sui mezzi tecnici impiegati e sulle modalità di
risoluzione di determinate problematiche.
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lunedì 13 aprile 2015
Appunto n. 1 per la Carta di Milano Expo - L'agricoltura deve essere completamente svincolata dal settore industriale e da quello del commercio
E’ sicuramente fuor di dubbio che con il miglioramento delle condizioni di vita della nostra Società, in
situazioni di abbondanza produttiva e dei consumi, la questione della
sostenibilità sociale di ogni nostra attività è divenuta sempre più importante.
Così, sempre più spesso, e relativamente agli argomenti più disparati, anche le
strategie produttive, commerciali, scientifiche, tecnologiche e quant’altro,
che riguardano la Gastronomia devono sottostare a “valutazioni di tipo sociale/ambientale” prima di essere
adottate. Questo significa che l’Agricoltura e l’Agricoltore non possono
accettare passivamente ciò che l’industria o la distribuzione decidono per
loro, poiché industria e distribuzione, che molto spesso operano in regime di
oligopolio se non addirittura di monopolio, hanno spesso interessi diversi e
contrastanti da quelli dell’Agricoltura e dell’Agricoltore (essi devono
rispondere agli azionisti e non tanto ai singoli fruitori del cibo). In
particolare, il settore agricolo è forse
l’unico settore economico che dipende quasi completamente da altri settori
economici per la buona riuscita della sua attività. Così, nella realtà, il
reddito agricolo è fortemente condizionato dall’industria, che fornisce all’agricoltore
le sementi, i concimi, i fitofarmaci, le macchine, ecc. Analogamente, il reddito agricolo è
condizionato dal settore terziario, che decide le caratteristiche che deve
avere il prodotto agricolo, nonché le modalità di produzione e di
condizionamento. Nel tempo si è creata una vera e propria dipendenza
dell’Agricoltura nei confronti dell’industria e del commercio. Dipendenza che
ha reso l’agricoltore una sorta di “manovale” dell’industria e del commercio,
poiché egli non decide più nulla e non ricava quasi più nulla dalla sua
attività, poiché costi e prezzi dei suoi prodotti sono decisi dal mercato,
nella fattispecie dal settore industriale e da quello commerciale. Nel tempo
l’industria, anche con strategie discutibili, ha creato una sorta di dipendenza
dell’Agricoltura nei suoi confronti. Così, per esempio, questa dipendenza si è concretizzata
attraverso un miglioramento genetico
gradito al settore commerciale e supportato dalla chimica (cultivar di frutta
innovative, a volte selezionate in base al colore, sensibili a determinate
malattie, che possono essere controllate con la chimica). E’ ovvio che in una
situazione di questo tipo l’Agricoltura è perdente, in quanto l’industria, una
volta creata la dipendenza, tenderà ad aumentare il prezzo dei fattori
produttivi sino ad un livello prossimo al margine che essi sono in grado di
fornire, mentre il commercio tenderà a creare una situazione di mercato in cui
detiene un forte potere contrattuale (marchi e brevetti), che gli consente di
avere un grande potere contrattuale e di spuntare i prezzi migliori, ovvero
quelli più bassi, adducendo, a volte, motivazioni discutibili (scarsa
pezzatura, scarsa colorazione, contenuto di inquinanti vari, ecc.).
Nella Gastronomia 2.0 l’Agricoltore deve
riappropriarsi della sua attività produttiva, e del reddito che questa attività
è in grado di fornire, e lo potrà fare solo se sarà in grado di svincolarsi, da
solo o in forma societaria, da questo “abbraccio mortale” nei confronti
dell’industria e del commercio. Svincolarsi significa operare autonomamente sia
nel reperimento dei fattori produttivi, sia nella vendita dei prodotti avviati
sul mercato. Anche la Società potrebbe beneficiare di questa evoluzione, poiché
l’azienda agricola è l’ultimo tassello mancante all’industria per ottenere il
completo controllo sul mercato del cibo. In una situazione in cui l’agricoltore
è pienamente responsabile del cibo, vi sarebbe un “filo diretto” tra produttore
e consumatore, con una sorta di feedback continuo, mediante il quale il
consumatore attraverso le sue scelte comunica le sue esigenze ed il produttore
cerca di assecondarle. In una situazione
di questo tipo l’Agricoltura deve porre un controllo anche sulla ricerca in
Agricoltura, poiché non è sostenibile una strategia di sviluppo in cui un
settore produttivo è condizionato dalle scelte tecnologico/produttive operate
da altri settori, che possono avere interessi contrastanti o, addirittura, che
possono avere comportamenti in grado di soggiogarlo. Vi dovrà essere una
condivisione e una diffusione dei saperi da parte degli Agricoltori, con un
unico obiettivo comune “fornire cibo in quantità e qualità adeguata, nel
rispetto dell’ambiente”.
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domenica 22 marzo 2015
Per cortesia smettiamola di dire che gli orti urbani sono la soluzione per la produzione di alimenti
Per cortesia smettiamola di dire che gli orti urbani sono la soluzione per la produzione di alimenti, poichè questi alimenti sono inquinati sia da ciò che le radici assorbono dalla terra, sia da ciò che le foglie acquisiscono dall'aria inquinata.
Uno studio tedesco ci avverte
http://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/curiosita-ecosostenibili/sicurezza-alimentare-orti-urbani-696/
Uno studio tedesco ci avverte
http://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/curiosita-ecosostenibili/sicurezza-alimentare-orti-urbani-696/
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giovedì 12 marzo 2015
Anche negli USA si sono accorti che gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt
Anche negli USA si sono accorti che gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt
Cresce la resistenza dei parassiti alle sementi Ogm e, con essa, i dubbi sulle virtù miracolose dei prodotti transgenici. Il caso è al centro di un articolo apparso su un quotidiano statunitense, secondo il quale anche nella nazione che più ha spinto sulle coltivazioni geneticamente modificate ci si sta rendendo conto che gli insetti hanno sviluppato una resistenza alle sementi ammazza-parassiti.
http://www.wsj.com/articles/limits-sought-on-gmo-corn-as-pest-resistance-grows-1425587078
Cresce la resistenza dei parassiti alle sementi Ogm e, con essa, i dubbi sulle virtù miracolose dei prodotti transgenici. Il caso è al centro di un articolo apparso su un quotidiano statunitense, secondo il quale anche nella nazione che più ha spinto sulle coltivazioni geneticamente modificate ci si sta rendendo conto che gli insetti hanno sviluppato una resistenza alle sementi ammazza-parassiti.
http://www.wsj.com/articles/limits-sought-on-gmo-corn-as-pest-resistance-grows-1425587078
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mercoledì 4 marzo 2015
Le piante Transplastomiche ci salveranno dalle piante Transgeniche
Finalmente era ora! Ma su questo blog è da tempo che lo auspichiamo. Sembra che siano state prodotte piante transgeniche Transplastomiche, nelle quali il transgene è inserito nei cloroplasti, in grado di uccidere i parassiti senza originare fenomeni di resistenza. La tecnica è stata elaborata da ricercatori del Max-Planck Institut per la fisiologia molecolare delle piante di Potsdam-Golm, in Germania ed è illustrata in un articolo su "Science".
http://www.lescienze.it/news/2015/03/03/news/piante_ogm_dorifera_patata_interferenza_dna-2507971/
http://www.sciencemag.org/content/347/6225/991
Le piante Transplastomiche ci salveranno dalle piante Transgeniche? Vedremo...."Se son rose fioriranno".
http://www.lescienze.it/news/2015/03/03/news/piante_ogm_dorifera_patata_interferenza_dna-2507971/
http://www.sciencemag.org/content/347/6225/991
Le piante Transplastomiche ci salveranno dalle piante Transgeniche? Vedremo...."Se son rose fioriranno".
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