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giovedì 19 giugno 2014

OGM, libertà per gli Stati membri di vietare la coltivazione di OGM

Il 12 giugno il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo politico sulla bozza di direttiva elaborata dalla Commissione nel 2010, che prevede che ogni Stato membro possa limitare o vietare la coltivazione di piante OGM sul proprio territorio. La bozza di direttiva dovra' ora passare al vaglio del Parlamento Europeo, e questo avverra' in autunno, sotto la presidenza italiana. Ma la strada affinchè ogni Paese possa vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio è ormai segnata.
La Direttiva prevede che l'approvazione dei singoli OGM sara' gestita centralmente dalla Ue (attraverso una valutazione tecnico-scientifica da parte dell'EFSA) ma i Paesi membri avranno ora la possibilita' di vietare la coltivazione degli OGM sul loro territorio non solo per motivi sanitari e/o ambientali – ancora difficili da dimostrare, poiché mancano specifiche indagini epidemiologiche - ma anche per motivi socio-economici, etici, di ordine pubblico, di politica agricola, ecc.
Ad una attenta osservazione, e ad una analisi critica, di questa Direttiva ci si rende conto che, forse, è un “Cavallo di Troia”, mediante il quale, con ogni probabilità, le imprese detentrici dei brevetti sugli OGM riusciranno a  “sfondare” questi divieti. In particolare, la carta che le multinazionali del seme potranno giocare è quella delle importazioni di OGM dall'estero per scopi mangimistici. Oggi l'Ue importa 32/35 milioni di tonnellate di sola soia, impiegata soprattutto per alimentazione animale. E la maggior parte di questa soia (quasi tutta quella che arriva da USA, Brasile ed Argentina) e' geneticamente modificata. Come dire che quel che vietiamo dalla porta (la coltivazione di OGM), entra dalla finestra mediante le importazioni e finisce nei nostri piatti quando mangiamo “derivati da OGM”, ovvero carne, latte, uova, ecc. (penalizzando la “soia non OGM” prodotta dai nostri agricoltori). Prima o poi i nostri agricoltori si stancheranno di questa situazione ingiusta e ipocrita e chiederanno, giustamente, di coltivare gli OGM…….tanto questi entrano ugualmente.

Se vogliamo evitare che tutto questo accada, occorrerà attuare specifiche strategie difensive:

-               dare la possibilità ai Paesi che non vogliono coltivare OGM di bloccarne anche l'importazione, ma questo è reso impossibile dagli accordi del WTO;

-               etichettare i derivati da OGM, al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole.

La prima strategia non sarà facile da applicare in sede WTO. Si possono prevedere ritorsioni commerciali da parte di altri Paesi, USA in testa.

Più semplice appare la possibilità di applicare la norma relativa all’etichettatura dei derivati, al fine di fornire trasparenza al mercato degli alimenti. Trattasi, in pratica, delle stesse modalità attraverso le quali viene attuata l'Agricoltura Biologica. Una tracciabilità di Filiera.

domenica 11 maggio 2014

In alcuni Paesi è normale fare un trattamento disseccante prima della raccolta del frumento

Molto spesso gli utilizzatori nazionali di frumento duro si approvvigionano all’estero, lamentando il fatto che il nostro frumento non avrebbe caratteristiche qualitative eccellenti, dimenticando però di illustrarci le altre caratteristiche “qualitative” del frumento di importazione. In particolare, non ci vengono mai illustrate le tecniche produttive adottate….chissà perché?

Tra le tecniche di produzione adottate, e permesse, da alcuni nostri competitori, vi è anche quella di effettuare un trattamento disseccante per far morire la pianta e consentire così la raccolta dei semi, ovvero della granella, che sarà poi utilizzata  per fare farina e, quindi, pasta.


Nel nostro Paese il frumento, sia esso duro o tenero, è a semina autunno-vernina, ovvero si semina in ottobre e si raccoglie in giugno/luglio, allorchè la pianta muore naturalmente. In altre aree del globo, invece, la semina viene effettuata in primavera e la raccolta viene attuata alla fine dell’estate, con un piccolo problema, però, che la pianta non muore, per cui il fusto rimane verde ed impedisce la raccolta meccanica………ma questo è un problema facilmente risolvibile, in quanto in questi Paesi è ammesso un trattamento disseccante prima della raccolta (di solito 10 giorni prima). In questo modo la pianta muore e così la granella può essere raccolta.


Il grande vantaggio produttivo è dato dal fatto che in questi Paesi, a differenza di quanto accade da noi, il ciclo produttivo del frumento è molto lungo, per cui la granella prodotta è ricca di proteine rispetto alla nostra.

Alcune domande sorgono spontanee ……………

-        -  Potranno i nostri produttori competere con questi altri produttori  che utilizzano tecniche che da noi sono vietate?

-         - I consumatori sono informati del fatto che la pasta è ottenuta con una farina derivante da una granella ottenuta da una pianta che è stata disseccata con un diserbante?

-         - E’ possibile che nella farina vi siano tracce di disseccante?




-         - Vi potranno essere effetti sulla salute dei consumatori?




I consumatori devono avere queste informazioni!

mercoledì 7 maggio 2014

Gli OGM non sono "Sostanzialmente equivalenti" ai prodotti isogenici

In un articolo di Food Chemistry vengono riportate le caratteristiche nutrizionali e la composizione elementare, compresi i residui di erbicidi e pesticidi, di 31 lotti di soia prodotti nello Stato dello Iowa, USA. I campioni di soia sono stati raggruppati in tre diverse categorie: (1) soia geneticamente modificata tollerante al glifosato (GM-soia); (2) soia non modificata coltivata utilizzando una "chimica" in regime di coltivazione convenzionale; (3) soia non modificata coltivata utilizzando un regime di coltivazione biologica. La soia biologica ha mostrato un profilo nutrizionale sano con più zuccheri, quali glucosio, fruttosio, saccarosio e maltosio, più proteine totali, zinco e meno fibre rispetto alla soia convenzionali e alla soia OGM. La soia biologica contiene anche meno grassi totali saturi e acidi totali omega-6 grassi, sia rispetto alla soia convenzionale, sia rispetto a quella OGM. La soia OGM conteneva alti residui di glifosato e AMPA (media 3,3 e 5,7 mg / kg, rispettivamente). Lotti di soia convenzionale e biologica non contenevano nessuno di questi prodotti agrochimici. L'utilizzazione di 35 diverse variabili nutrizionali ed elementari per la caratterizzazione di ogni campione di soia, ha consentito di discriminare la soia OGM da quella convenzionale e biologica, senza alcuna eccezione, dimostrando la "sostanziale non equivalenza" in caratteristiche di composizione per la soia "ready-to-market".

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308814613019201#


venerdì 2 maggio 2014

Lo storico della medicina Corbellini, esprime ancora opinioni sugli OGM agricoli

Il buon Gilberto Corbellini, ....................storico della medicina, fosse almeno storico dell'agricoltura...........ancora una volta, non perde occasione per sponsorizzare gli OGM in ambito agricolo italiano.

http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2014/04/senato-competenze.pdf

In questo articolo, dove dice cose condivisibili, afferma che "........si può dimostrare che è sbagliatissima anche la politica agricola italiana sul piano della scelta tecnica di vietare la coltivazione di ogm." Forse, caro Corbellini, sarà sbagliata da un punto di vista tecnico, ma non certamente da un punto di vista economico/sociale.

http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-e-agricoltore.html

Ricordiamo ancora le sue affermazioni a favore degli OGM................quantomeno discutibili!

 http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/08/gilberto-corbellini-e-gli-ogm-in.html

Si potrebbe ricordare al prof. Corbellini, che gli OGM sono utilizzati anche in medicina.............Corbellini, perchè non si occupa di OGM in medicina e lascia perdere quelli in agricoltura?

venerdì 4 aprile 2014

Il mercato, il prezzo, il margine delle sementi ibride di mais in Italia

Il seme ibrido di mais è brevettato, sia esso seme convenzionale o seme OGM. E questo è un avvertimento anche per tutti coloro che dicono mezze verità sul fatto che l’agricoltore con gli OGM è obbligato ad acquistare tutti gli anni la semente …… già oggi l’agricoltore, anche se le sementi in Italia non sono OGM, è obbligato ad acquistare tutti gli anni sementi ibride di mais brevettate, per cui paga tutti gli anni le relative royalty.
Pertanto, l’introduzione degli OGM non aggraverebbe questo problema, poiché il problema è già grave. Perché? Perché le sementi ibride hanno un costo elevatissimo e rappresentano una fonte di guadagno enorme per le industrie sementiere ……. ed è forse per questo motivo che sono in atto potenti azioni nei riguardi del mercato, al fine di ottenere il monopolio sulle sementi.
Facciamo un po’ di conti e vediamo di che cosa stiamo parlando (dati ENSE, anno 2004, ma le cose non sono molto diverse per il 2014……cambiano i prezzi):


I fabbisogni di seme e le forme di approvvigionamento del mercato: 

Il fabbisogno di sementi di mais per le semine 2004, ipotizzando stabilità nelle superfici investite, può essere così stimato:
Mais:
sup. coltivata nel 2003 (stima AIS):                                1.400.000 Ha
fabbisogno di seme (kg 20 x Ha):
28.000 t
moltiplicazione seme in Italia nel 2003 (dato ENSE):
5.000 Ha
produzione nazionale 2003 seme, prima certificazione (stima):
12.000 t
importazioni 2003 di seme (dato ISTAT):
22.000 t
esportazione 2003 di seme (dato ISTAT):
3.000 t
Le importazioni sono avvenute in particolare da Francia (14.000 t), Turchia (3.000 t), Spagna (2.000 t) e Stati Uniti (1.000 t).

Il peso medio di una dose di seme (25.000 semi) si aggira, a seconda delle annate, sui 6-6,5 kg e si impiegano 2,8-3,0 dosi di seme per ettaro.

In sintesi, il fabbisogno del nostro paese, pari a circa 28.000.000 di kg, equivale a circa 4.000.000 di dosi di seme da 25 mila semi ciascuna.

Considerato che oggi, primavera 2014, ogni dose di mais viene venduta all’agricoltore a 60 €, il conto è presto fatto………..

4.000.000 x 60  = 240.000.000 di euro circa

è il valore della semente di mais utilizzata in Italia…………ovvero 480 miliardi delle “vecchie lire”….niente male……..adesso si capisce meglio, forse, l’interesse delle multinazionali per ottenere il monopolio delle sementi.

Molto più interessante è il discorso relativo al Margine conseguibile dalla produzione e dalla vendita di semente di mais. In particolare, interessante è il prezzo per tonnellata della semente di mais. Considerato che una dose di seme pesa 6 kg circa e viene venduta a 60 euro……..il prezzo medio della semente ibrida di mais è pari a 10 euro per chilogrammo, che per tonnellata ammonta a 10.000 euro……incredibile veramente, se pensiamo che oggi il prezzo della granella di mais è dell'ordine di 0,2 euro per kg, ovvero 200 euro per tonnellata (un aumento di 50 volte)!

Perché è incredibile? Perché i costi di coltivazione agricoli della semente di mais non sono molto diversi da quelli della coltivazione convenzionale per ottenere granella ad uso zootecnico (tra l'altro la coltivazione è attuata nei Paesi dell'Emisfero Sud, dove minori sono i costi dei fattori produttivi)……per cui i margini ottenibili dalla produzione di semente di mais possono essere così quantificati (valori per ettaro):

-          Costo di coltivazione ……………………….…….. 1.000 €/ha

-         Produzione ottenuta …………………………….…. 5.000 kg/ha

-     Prezzo per kg................................................................. 10 €

-         Valore della produzione ottenuta ……………..…… 50.000 euro/ha

-         Margine Lordo ………………………………………. 49.000 euro/ha

Ovviamente il Margine Netto è diverso, poiché occorrerà tener conto dei costi di ricerca e sviluppo, dei costi di selezione, dei costi di lavorazione, dei costi per trattamenti insetticidi, dei costi di promozione, dei costi di imballaggio, dei costi di commercializzazione, delle imposte, ecc.


Ma è sicuramente un buon margine di partenza!!!! ed è per questo che si sono creati dei monopoli o quasi monopoli nel settore delle sementi

http://www.mdpi.com/2071-1050/1/4/1266

mercoledì 26 marzo 2014

Libertà per gli Stati di vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio

Anche il “Comitato delle Regioni” si è occupato dell’argomento relativo alla possibilità di lasciare agli Stati membri la possibilità di limitare e/o di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio.

Anche il “Comitato delle Regioni” ha fatto presente che prima di adottare questa normativa è necessario introdurre dei correttivi, altrimenti questa è una norma destinata ad aprire la strada agli OGM.


mercoledì 19 marzo 2014

La diabrotica sviluppa resistenze genetiche nei confronti del mais Bt

La semina diffusa di colture geneticamente modificate (OGM) che producono al loro interno tossine insetticide derivanti dal batterio Bacillus thuringiensis (Bt), determina  una forte pressione selettiva sulle popolazioni di parassiti, che evolve in una vera e propria resistenza genetica, dando così origine a progenie di insetti resistenti, molto difficili da controllare.

La diabrotica è un parassita molto dannoso per il mais e negli USA si cerca di proteggere le coltivazioni attraverso la semina di mais OGM Bt. Nel corso del 2009 e del 2010, sono stati identificati in Iowa campi coltivati a mais in cui la diabrotica del mais ha determinato gravi lesioni alle piante, nonostante esse producessero  la tossina Bt Cry3Bb1. Biotest successivi hanno rivelato che popolazioni di diabrotica hanno sviluppato una resistenza genetica nei confronti della tossina Cry3Bb1. 
Questi primi casi di resistenza della diabrotica del mais, evidenziano che nel lungo periodo l’introduzione di piante OGM Bt non serve a risolvere il problema degli insetti fitofagi.


La previsione di questa evoluzione, ovvero la possibilità che col tempo gli insetti avrebbero messo in atto strategie di difesa, era stata fatta anche da alcuni scienziati, veri scienziati, favorevoli all’introduzione degli OGM nel nostro Paese. In particolare, il prof. Scarascia Mugnozza ha affermato che:

Limitazioni all’impiego di resistenze genetiche derivano dalle continue modificazioni cui va incontro il patogeno che, come già riportato, sviluppando nuovi geni di virulenza, è in grado di superare rapidamente le resistenze presenti nell’ospite., Scarascia Mugnozza – Potenzialità del miglioramento genetico in piante ed animali – Accademia Nazionale di Agricoltura e CNR – Bologna, 2001

Anche il prof. Francesco Sala si è occupato di questa problematica:

Le piante GM oggi coltivate hanno transgeni con promotori costitutivi. Per esempio è costitutivo il promotore 35S del mais Bt. Ciò permette di esprimere il gene con alta efficienza, ma questo a volte non è raccomandabile. Nel caso del mais Bt stesso, la produzione continua della tossina Bt potrebbe determinare la scomparsa dell’insetto bersaglio, con conseguenze per la biodiversità, oppure potrebbe favorire la selezione di insetti resistenti., Francesco Sala – Biotecnologie vegetali: tra rifiuto e accettazione, LE SCIENZE, n. 386, ottobre 2.000